Sognare il padre o la madre defunti, per me, non è mai solo un ricevere, ma un atto creativo, quasi un’arte onirica della psiche. È come se, dalle profondità del nostro mare interiore, la memoria si materializzasse per offrirci non solo la loro saggezza o un consiglio, ma per plasmare in noi, come un gioielliere forgia un metallo prezioso, una nuova forza viva. Il sogno diventa un crogiolo dove il legame si trasforma in guida attiva. Non è solo un ricordo, ma un'eredità che continua a scolpire il nostro cammino, anche quando apparentemente tace.